ALFA ROMEO GIULIETTA SPIDER

Simbolo di una rinascita

ANNO: 1962

La Giulietta Spider è un’auto che mette d’accordo tutti: francamente non conosco persone alle quali non piaccia. Nella sua carrozzeria , dai tratti leggeri ed eleganti, è racchiuso il meglio dell’italianità; e non mi riferisco solo al design, ma ad un’epoca intera , una delle più belle che il nostro paese abbia vissuto. Sono gli anni del boom economico, dei Juke Box, del benessere diffuso; la televisione è sempre più presente nelle case e diffonde novità, ottimismo e spensieratezza.
Forse è proprio questo il segreto di Giulietta Spider; guardandola non possono non venire alla mente quegli anni, anche se non abbiamo avuto la fortuna di viverli in prima persona.
La storia dell’automobile è costellata di modelli importanti che non hanno avuto successo solo perchè concepiti o commercializzati al momento sbagliato: ma quest’Alfa non poteva essere una meteora. Seducente e veloce, era destinata da subito a diventare una protagonista di quel periodo e un riferimento per tutti gli appassionati. Ieri come oggi.

La versione “spider” di Giulietta non sarebbe mai esistita senza l’intuizione di un importante personaggio del mondo automobilistico, a metà tra storia e mito: Max Hoffman, famoso importatore americano di origine austriaca , volle questa Spider a tutti i costi.
Specializzato nell’importazione e nella vendita per gli Stati Uniti di auto provenienti dal vecchio continente, Hoffman spinse i vertici Alfa alla produzione della versione aperta di Giulietta Sprint, promettendo agli stessi un cospicuo ordine di vetture .La casa madre, di fronte alla possibilità di conquistare una fetta importante del mercato americano, approvò il progetto della Spider ; la scelta del disegno fu inizialmente in bilico tra il progetto della carrozzeria Bertone, che aveva già creato la Sprint, e quello della Pininfarina: quest’ultimo si aggiudicò i favori della dirigenza Alfa Romeo , grazie al disegno di Franco Martinengo ispirato , come appare evidente, alla celeberrima Lancia Aurelia B24.
Così, nel 1955, nacque Gulietta Spider . Fu un successo immediato e ,in breve tempo, questa divertente due posti diventò ambita dalle celebrità hollywoodiane e italiane. Calciatori, cantanti e vip del cinema come il regista Michelangelo Antonioni e l’attore Walter Chiari scelsero, come vettura personale, la nuova sportiva del biscione: un’auto che accompagnava ,capelli al vento, la rinascita Italiana.
Il successo durò fino a tutto il 1962, anno in cui cessò la produzione.

  • POSTI: spider 2 posti
  • LUNGHEZZA: 3900mm
  • LARGHEZZA: 1550mm
  • PASSO: 2250mm
  • ALTEZZA: 1250/1335 mm
  • POTENZA: 80cv a 6300giri/min
  • VELOCITÀ MASSIMA DICHIARATA: 165 km/h
  • ACCELERAZIONE 0 – 100 km/h: 14,8s
  • POSIZIONE DEL MOTORE: anteriore
  • CILINDRATA: 1290cc.
  • NUMERO DEI CILINDRI: 4 in linea
  • TIPO CARBURANTE: Benzina
  • TRAZIONE: Posteriore
  • PESO: 865 kg
  • ANNO DI IMMATRICOLAZIONE: 1962
TRATTATIVA RISERVATA

SEMPLICE E LEGGERA-LA MIA GIULIETTA SPIDER

Non è facile scegliere un’auto così: ogni ricerca, specie se si parla di automobili italiane, è un sofferto cammino alla scoperta dell’esemplare “perfetto”.
Dopo molti mesi di prove ed indagini sul modello, ho scovato questo esemplare, appartenente alla terza serie, costruito nel 1961 ma immatricolato negli Usa (proprio il paese che più di tutti ha voluto la Giulietta Spider) nel 1962.
Restaurata integralmente di recente, La Giulietta Spider di Passione Classica è pronta da guidare, nella sua impeccabile livrea Rosso Alfa: le foto parlano da sole.
Ciò che stupisce di lei è che, nonostante abbia passato da un po’ le 50 primavere, si lascia guidare come una vettura moderna; non servono infatti chissà quali accorgimenti per divertisti al volante di questa storica italiana: basta girare la chiave e lasciarsi trasportare tra le curve dei Sessanta, al suono del suo milletrè da 80cv, incalzato da un cambio preciso e veloce.
Quest’auto trasuda spensieratezza e simpatia da ogni lato la si guardi e vi sfido a non innamorarvi di lei quando, tra le curve, vi regalerà un sorriso compiaciuto ed emozioni dimenticate , o mai vissute.

SEMPLICE E LEGGERA-LA MIA GIULIETTA SPIDER

Non è facile scegliere un’auto così: ogni ricerca, specie se si parla di automobili italiane, è un sofferto cammino alla scoperta dell’esemplare “perfetto”.
Dopo molti mesi di prove ed indagini sul modello, ho scovato questo esemplare, appartenente alla terza serie, costruito nel 1961 ma immatricolato negli Usa (proprio il paese che più di tutti ha voluto la Giulietta Spider) nel 1962.
Restaurata integralmente di recente, La Giulietta Spider di Passione Classica è pronta da guidare, nella sua impeccabile livrea Rosso Alfa: le foto parlano da sole.
Ciò che stupisce di lei è che, nonostante abbia passato da un po’ le 50 primavere, si lascia guidare come una vettura moderna; non servono infatti chissà quali accorgimenti per divertisti al volante di questa storica italiana: basta girare la chiave e lasciarsi trasportare tra le curve dei Sessanta, al suono del suo milletrè da 80cv, incalzato da un cambio preciso e veloce.
Quest’auto trasuda spensieratezza e simpatia da ogni lato la si guardi e vi sfido a non innamorarvi di lei quando, tra le curve, vi regalerà un sorriso compiaciuto ed emozioni dimenticate , o mai vissute.

Quest’auto trasuda spensieratezza e simpatia da ogni lato la si guardi e vi sfido a non innamorarvi di lei quando, tra le curve, vi regalerà un sorriso compiaciuto ed emozioni dimenticate, o mai vissute.

L’ACCOMPAGNAMENTO

REGINA DELLE ESTATI ITALIANE
Giulietta Spider è stata protagonista indiscussa delle estati di molti italiani; fedele compagna dalle famose nottate mondane della Capannina a Forte dei Marmi, oggetto da esibire nelle passeggiate per i lungomari assolati della costa romagnola.
Nel 1962 risuonava insistente il successo di Edoardo Vianello “Guarda Come Dondolo”, primo re di quelle “Hit” da classifica definite “tormentoni”.

CINEMA: PIU’ DI UN MITO
Ritroviamo quest’Alfa ovunque nel cinema. Come icona statica di un’epoca, nel film “Il Talento di Mr Ripley”, del 1999 con Matt Damon, oppure guidata da una bellissima Stefania Sandrelli in “La Bella Di Lodi” (1963).

Le auto del mio garage

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