ALFA ROMEO SPIDER 2000 VELOCE

Addio America

ANNO: 1982

Davvero non ti è mai capitato, almeno una volta nella vita, di immaginarti alla guida di una  Duetto?

Magari rossa, come questa. Magari duemila.Capote abbassata, verso il mare.

E’ un pensiero comune a molti appassionati di auto e non solo.

E ci hai pensato anche tu.

Altrimenti qualcosa non va: altrimenti non sei italiano.

La seconda serie della Duetto fu presentata nel 1969 e restò in commercio fino al 1982. Delle quattro serie  prodotte quindi , questa Spider è la più longeva.Il disegno del posteriore lo si deve a delle esigenze di tipo aerodinamico; pareva infatti che la “Coda Tronca” aiutasse l’auto a vincere la resistenza all’aria.

Il motore sviluppava, a seconda della motorizzazione (disponibili nel corso degli anni le cilindrate da 1300, 1600, 1750 e 2000cc), da 89 a 132cv.Il 2000cc venne adattato anche al mercato statunitense, ma dotato di iniezione indiretta Spica, a causa delle più rigide normative sulle emissioni.

  • CARROZZERIA: Spider 2 porte
  • POSTI: 2
  • LUNGHEZZA: 412cm
  • LARGHEZZA: 163cm
  • ALTEZZA: 129cm
  • PESO: 1040Kg circa
  • MOTORE: anteriore
  • TRAZIONE: posteriore
  • CILINDRATA: 1.779cc
  • POTENZA: 128cv
  • ALIMENTAZIONE: Benzina
  • TRAZIONE: Posteriore
  • CAMBIO: Manuale
  • VELOCITÀ: 180 Km/h circa
€ 24.500,00

La mia Spider – Un’americana mancata

La versione dedicata al mercato americano però, non vide mai il “nuovo mondo”.Questo perché l’impianto ad iniezione prodotto dagli ingegneri di Arese non era sufficiente a far rientrare la Duetto nelle norme antinquinamento.Così gli Usa rispedirono al mittente il problema e le Alfa pronte all’imbarco (circa 6.000) rimasero in Italia, distribuite più o meno equamente tra le concessionarie.

La Spider di Passione Classica è una di queste. Dopo essere stata prodotta nel Dicembre del 1979 è stata assegnata al mercato di Brescia per poi essere venduta nel 1982.Come spesso (quasi sempre) accadeva, chi comprava una Duetto Iniezione provvedeva immediatamente all’installazione dei carburatori in luogo dell’inaffidabile impianto di iniezione Spica, che mortificava le prestazioni e l’affidabilità dell’auto.Per non parlare della voce: avete mai sentito a confronto una Duetto a carburatori ed una ad iniezione? La prima è una vera Alfa Romeo, la seconda manca decisamente di carattere.Ovviamente, assieme ai carburatori (e ai collettori,), la trasformazione spesso comprendeva l’installazione dei paraurti “europei”.Una volta acquistata quest’auto ho provveduto ad un restauro esterno (carrozzeria, cerchi, gruppi ottici posteriori) ed interno, con il totale rifacimento della selleria (pannelli porta, cuffia cambio, sedili) ora in morbida pelle.La messa a punto meccanica, recentissima , è stata effettuata da Tecchio Autofficina, punto di riferimento nazionale (e non solo) per tutte le Alfa Romeo d’epoca .

Ed eccola: una due posti fiammante su bellissimi cerchi Campagnolo, pronta a far divertire chiunque. Perchè Il bello della Duetto è anche questo; lei mette d’accordo davvero tutti: collezionisti ,fashion victims, nostalgici, giovani e meno giovani.

E poi non si tratta di un’auto prettamente estiva: in primavera e in autunno, quando il sole non scotta, la si può apprezzare maggiormente, in città o nelle gite fuori porta.

Divertimento assicurato, svalutazione inesistente.

La mia Spider – Un’americana mancata

La versione dedicata al mercato americano però, non vide mai il “nuovo mondo”.Questo perché l’impianto ad iniezione prodotto dagli ingegneri di Arese non era sufficiente a far rientrare la Duetto nelle norme antinquinamento.Così gli Usa rispedirono al mittente il problema e le Alfa pronte all’imbarco (circa 6.000) rimasero in Italia, distribuite più o meno equamente tra le concessionarie.

La Spider di Passione Classica è una di queste. Dopo essere stata prodotta nel Dicembre del 1979 è stata assegnata al mercato di Brescia per poi essere venduta nel 1982.Come spesso (quasi sempre) accadeva, chi comprava una Duetto Iniezione provvedeva immediatamente all’installazione dei carburatori in luogo dell’inaffidabile impianto di iniezione Spica, che mortificava le prestazioni e l’affidabilità dell’auto.Per non parlare della voce: avete mai sentito a confronto una Duetto a carburatori ed una ad iniezione? La prima è una vera Alfa Romeo, la seconda manca decisamente di carattere.Ovviamente, assieme ai carburatori (e ai collettori,), la trasformazione spesso comprendeva l’installazione dei paraurti “europei”.Una volta acquistata quest’auto ho provveduto ad un restauro esterno (carrozzeria, cerchi, gruppi ottici posteriori) ed interno, con il totale rifacimento della selleria (pannelli porta, cuffia cambio, sedili) ora in morbida pelle.La messa a punto meccanica, recentissima , è stata effettuata da Tecchio Autofficina, punto di riferimento nazionale (e non solo) per tutte le Alfa Romeo d’epoca .

Ed eccola: una due posti fiammante su bellissimi cerchi Campagnolo, pronta a far divertire chiunque. Perchè Il bello della Duetto è anche questo; lei mette d’accordo davvero tutti: collezionisti ,fashion victims, nostalgici, giovani e meno giovani.

E poi non si tratta di un’auto prettamente estiva: in primavera e in autunno, quando il sole non scotta, la si può apprezzare maggiormente, in città o nelle gite fuori porta.

Divertimento assicurato, svalutazione inesistente.

Ed eccola: una due posti fiammante su bellissimi cerchi Campagnolo, pronta a far divertire chiunque. Perchè Il bello della Duetto è anche questo; lei mette d’accordo davvero tutti: collezionisti ,fashion victims, nostalgici, giovani e meno giovani.

UN ``CAPOLAVORO`` - L'accompagnamento

Il 1982 riporta alla memoria la vittoria dell’Italia al campionato del mondo di calcio.

E’ anche  l’anno in cui debutta la fortunata serie Tv “Supercar” con il mitico David Hasselhoff nei panni di Michael Night; nel frattempo, la musica da Hit Parade si rispecchia nel fenomeno della “Italo-Disco”.

Estate caldissima quella del 1982, da vivere con la capote abbassata e lo stereo a tutto volume.

Prestazioni

Ho trovato un filmato  davvero emozionante: un long-spot che vede come protagonista una CT  di colore verde.

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