Storie di auto

Sono passate da qui…

Voltarsi indietro a volte fa davvero bene. Sfogliare l’album delle auto che hanno fatto parte della collezione di Passione Classica, in certi momenti può risultare più appagante della ricerca della prossima auto, quella che vorrei acquistare, quella per cui oggi mi batte il cuore. Queste vetture raccontano di bellissimi giorni vissuti con la mia famiglia: di chiassose estati in riva al mare, di un lungo viaggio per un weekend speciale, di entusiasmanti giornate in pista, del primo giretto in paese dopo un faticoso restauro. Viene voglia di ricomprarle tutte.

FERRARI 575M MARANELLO

“M” come “modificata”.Dodici cilindri Ferrari: progressione unica, a qualunque regime.
Nata come evoluzione della 550 Maranello , questa vettura aveva un aspetto ancora più aggressivo del modello precedente, senza per questo stravolgerne l’equilibrio estetico.
Per dare respiro al nuovo motore da 5750cc, la 575M presentava una presa d’aria sul cofano di dimensioni più generose, così come l’intera griglia del paraurti anteriore ed i convogliatori d’aria, entrambi ridisegnati per garantire un maggior flusso d’aria ai radiatori ed una maggiore deportanza. In virtù di quest’ultima si scelse di modificare anche il fondo della vettura, al fine di garantire una maggiore stabilità alle andature più sostenute.
Proprio per questo i ritocchi estetici furono minimi, portati a migliorare un disegno già prossimo alla perfezione.
La 575 di Passione Classica era di colore nero, con la griglia a selettori che spiccava nell’esclusivo abitacolo in pelle bianca.
Eleganza senza tempo.

FERRARI 360 SPIDER

Linee morbide e pulite per una meravigliosa scoperta la cui carrozzeria è praticamente nata in galleria del vento. Affascinante con il suo motore V8 da 3.585cc coperto solo da un vetro ed esposto in bella vista. 290km/h e 4.6s per passare da 0 a 100km/h: prestazioni incredibili ed un abbinamento cromatico (grigio/int.Cartier) di indiscutibile charme.

JEEP CJ-5

Chiassosa, irriverente, iconica. Questa splendida Cj5 5.0 V8, (di difficile reperibilità con cambio a 4 rapporti) è stata l’auto estiva per eccellenza di Passione Classica.

PLYMOUTH PROWLER

Per le sfilate in riva al mare.
Nessun’ auto, nemmeno la più blasonata tra le sportive, può catturare l’attenzione degli astanti come una Prowler gialla.
Quest’auto bizzarra è nata sotto il marchio Plymouth, ma ha terminato la sua carriera come Chrysler. Dal suo disegno derivò una vettura molto popolare: la PT Cruiser.
Nonostante il suo motore V6 da 3,5L sviluppasse 214cv, ottimo per scatti “0-100”, cambio e telaio la rendevano praticamente inguidabile a velocità elevate; gli interni inoltre, erano quelli della Chrysler Voyager. Nulla di meno raffinato e di più Yankee quindi, ma la Prowler era concepita al solo scopo di farsi notare ed in questo non conosceva rivali.
Guidandola mi sono sentito una vera rock-star.

JAGUAR XJ-C

Qui immortalata con la sua discendente (una XJR del 2003), la XJ-C di Passione Classica era una delle 200 consegnate in Italia con tetto in vinile. Montava un 6 cilindri 4,2L dall’erogazione molto progressiva. La qualità degli interni era davvero notevole, con inserti in radica e morbidi sedili in pelle blu, simili, anche per via del peso, ai divani di un salotto.
Particolare inconfondibile della XJ Coupè è l’assenza dei montanti laterali: quando la si guarda di profilo, magari a finestrini abbassati, non vi sono elementi strutturali che possano mortificare la vista laterale ed il tre quarti posteriore, vero segno distintivo delle berline Jag.
La mia XJ-C è stata restaurata con attenzione ai particolari e grande rispetto: come si conviene ad un simbolo dell’industria automobilistica inglese.

JAGUAR XKR CONVERTIBLE

Molti appassionati del marchio, per la verità i più estremisti, la considerano l’ultima vera Jaguar.
Su questo non sono affatto d’accordo; lo sono piuttosto sul fatto che sia una delle più belle Jag dell’era moderna: questo sì.
E questo esemplare a lungo ricercato, di colore Sapphire Blue con interni in pelle crema, rende giustizia ad un modello che negli anni sarà di sicura rivalutazione storica.
Strabiliante per comfort e progressione , con i suoi 505Nm di coppia massima ed i 250km/h di punta.
L’auto fa ora parte della collezione di un grande appassionato del marchio inglese.

LOTUS EVORA

Non è un’auto vintage, per lo meno non ancora; ma è fuori discussione che si tratti di una “istant classic”. La Lotus Evora 3.5, qui nella motorizzazione aspirata 280cv in allestimento “Launch Edition”, è una gran turismo prodotta dalla casa di Colin Chapman dal 2009.
1350 kg , ripartizione dei pesi ottimale ed un telaio come solo gli ingegneri Lotus sanno progettare.
Elegante in nero metallizzato, con pelle color tabacco e la personalizzazione tinta oro di cerchi e striscia centrale, a richiamare la mitica John Player Special.
In alcune di queste immagini “l’inglesina” è in buona compagnia.

LOTUS ELISE 111R

La Elise è il modello fortunato di un marchio che lavora ancora oggi in modo artigianale, sempre al limite del tracollo economico, ma con tanta storia e know-how da far impallidire le più grandi aziende dell’automotive ed un folto pubblico di devoti appassionati.
Quando si tratta di automobili come questa è difficile non considerarle “classiche”, anche se di costruzione piuttosto recente.
Oggi le Elise Mk1 ed Mk2 iniziano a farsi valere anche nel mercato delle auto d’epoca, pronte ad entusiasmare i nuovi proprietari con la loro leggendaria guidabilità.
La Mk2 di Passione Classica montava un motore 1.8 Toyota con modifica “Step-Two” (dai 192 cv di serie ai 208cv dell’esemplare qui accanto): alluminio , vetroresina e circa 800 kg di peso.
Praticamente imbattibile sul misto. Un missile bruciasemafori in regolare uniforme “British Racing Green” con “white stripes”.

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