FANTIC KOALA 50

Spiagge

ANNO: 1987

Scommetto che stai sorridendo.

Dalle spiagge degli anni ’80 ritorna il Fantic Koala 50: forme maggiorate, design unico e tanto colore. Esagerato, come il decennio che l’ha visto nascere.

Unica eccezione in una collezione di sole auto, ottima scelta per gli appassionati delle due ruote storiche.

Cenni storici

La reputazione della Fantic Motor

Nel 1987 la Fantic Motor di Barzago (LC), con 19 anni di storia già sulle spalle, era forte di 2 titoli mondiali Trial conseguiti nel 1985 e 1986 (il terzo lo avrebbe visto nell’88!). Fuori dalle competizioni si era già dimostrata capace di sfidare il mercato motociclistico con prodotti innovativi e dal design audace: basti pensare al celebre Caballero.  E fu proprio intorno all’Ottantasette che tornò a stupire, lanciando il Fantic Koala 50cc, un ciclomotore differente da ogni altra proposta esistente all’epoca. Compatto ma imponente, faceva delle massicce ruote il suo elemento distintivo, sospeso tra un oggetto da esibire ed una moto pronta per la Parigi-Dakar. L’uso di colori vivaci (tra i primi ricordiamo un verde smeraldo metallizzato ed un blu elettrico anch’esso con finitura metal) definiva una livrea appariscente, esaltata da strisce adesive e scritte a contrasto opportunamente studiate. A tal proposito, il solo font utilizzato per la scritta “koala” già descriveva l’anima di questo massiccio cinquantino, per carattere e vocazione simile al simpatico marsupiale. Telaio a doppia culla, cambio a 4 rapporti, raffreddamento a liquido: una moto vera per tutti gli adolescenti che volevano (e potevano) qualcosa in più del semplice motorino. La sua produzione cessò negli anni ’90, dopo alcuni aggiornamenti tecnici e l’aggiunta di nuove colorazioni. Inutile dire che molti esemplari furono venduti nelle zone costiere del nostro paese, grazie alla sua personalissima estetica che sapeva evocare un’atmosfera estiva fatta di sole, spiaggia e vacanza. I papà dei quattordicenni che erano stati “bravi a scuola” dovevano sborsare circa 3.500.000 Lire per aggiudicarsi la “fat-moped”: circa 4.800,00 Euro di oggi! Accessori e casco (dall’86 obbligatorio per i minorenni) a parte, ovviamente.

Alla faccia della promozione…

Scheda tecnica

  • CARROZZERIA: Coupé
  • POSTI: 1…+1? 🙂
  • LUNGHEZZA: 193 cm
  • LARGHEZZA: 84 cm
  • ALTEZZA: 133 cm
  • PASSO: 116 cm
  • PESO: 99 kg
  • MOTORE: Monocilindrico 2 tempi
  • CILINDRATA: 49,6 cc
  • POTENZA: 3 cv circa
  • ALIMENTAZIONE: benzina con miscelatore
  • CAMBIO: 4 rapporti
  • VELOCITÀ: 45 km/h…

Alla guida – acchiappasorrisi

Gommina sui capelli, chewing gum, occhiali da sole. Addosso un paio di boxer ed una t-shirt, magari di quelle con le foto dei cantanti più in voga al tempo (direi che a pescare nel 1987 c’è l’imbarazzo della scelta…); immancabile lo zaino Invicta sulle spalle. Accensione elettronica o a pedalina, un colpo al cavalletto e via, verso la spiaggia…

Poco importa se sono passati decenni e non viviamo proprio vicino al mare, il Fantic Koala in un modo o nell’altro ti ci porta, regalandoti un’esperienza di guida divertente, spensierata e sorprendentemente agile, nonostante il disavanzo delle gomme incredibilmente larghe. Questo crea una strana sensazione di “galleggiamento” durante la guida, alla quale tuttavia ci si abitua in fretta e che aiuta gli ammortizzatori ad annullare le asperità del terreno come buche, sterrato o sanpietrini. La posizione della sella e del manubrio, oltre che la conformazione del telaio, rendono facile la guida ai biker di tutte le taglie, invitando ad una posizione eretta. Potente l’impianto frenante, a disco davanti e dietro. Le prestazioni, seppur brillanti per la categoria, non lasciano certo di stucco, ma è l’esperienza complessiva a stupire: un chilometro alla guida del Fantic Koala è un vero antidepressivo per chi guida e chi lo vede passare. Questo cinquantino, di un iconico colore blu elettrico, profonde sorrisi a tutti con il suo aspetto eccentrico, spaccato di un’epoca in cui il look non era solo una scelta estetica, ma una vera e propria dichiarazione di personalità.

Oggi Il Koala è un’alternativa alle moderne due ruote da ipermercato, addobbate con carene in cui il chiasso di colori nasconde il più delle volte un design omologato, per questo carente di inventiva e coraggio. Il Koala accompagna in ufficio, a fare un giretto la domenica o può semplicemente arricchire la collezione di un appassionato delle due ruote.  Può persino diventare elemento d’arredo: basta dedicargli un angolo in casa o in ufficio, esattamente come fosse un quadro o una qualsiasi opera d’arte.

A me gli occhi –  Il Fantic Koala di Passione Classica

Acquistato da un collezionista di cinquantini da corsa, questo Fantic Koala era una mosca bianca tra i colori più tenui di moto con 60 anni di storia alle spalle. Appena portato a casa, è iniziato subito il restauro, che ha richiesto una cura particolare. Tanto per cominciare è stato rimosso il Polini 100cc che lo equipaggiava; al suo posto ho trovato il motore specifico per il modello, nuovo ed originale, assieme alla pompa dell’Orto 12010.  Il serbatoio è stato sabbiato ed aggiunto un nuovo miscelatore. È stata poi la volta della verniciatura di tutte le carene e del conseguente rifacimento di tutte le scritte identificative/stickers, realizzate in modo professionale, rispettando i colori e la qualità dell’epoca (giallo, grigio, bianco perlato, effetto catarifrangente). Per non tralasciare nulla, ho anche acquistato una coppia di pneumatici extra nuovi, oltre a quelli usati presenti sulla moto. Il libretto originale è stato accuratamente conservato, mentre ho provveduto alla nuova immatricolazione con targa e libretto. Questo cinquantino non viene utilizzato su strada, ma su area privata, ogni 15gg, per mantenere le parti meccaniche in perfetta efficienza. Compreso anche un telo personalizzato realizzato su misura.

Un restauro che recupera la bellezza di un oggetto evocativo, che richiama ad un indimenticabile decennio e all’energia delle sue estati.

Alla guida – acchiappasorrisi

Gommina sui capelli, chewing gum, occhiali da sole. Addosso un paio di boxer ed una t-shirt, magari di quelle con le foto dei cantanti più in voga al tempo (direi che a pescare nel 1987 c’è l’imbarazzo della scelta…); immancabile lo zaino Invicta sulle spalle. Accensione elettronica o a pedalina, un colpo al cavalletto e via, verso la spiaggia…

Poco importa se sono passati decenni e non viviamo proprio vicino al mare, il Koala in un modo o nell’altro ti ci porta, regalandoti un’esperienza di guida divertente, spensierata e sorprendentemente agile, nonostante il disavanzo delle gomme incredibilmente larghe. Questo crea una strana sensazione di “galleggiamento” durante la guida, alla quale tuttavia ci si abitua in fretta e che aiuta gli ammortizzatori ad annullare le asperità del terreno come buche, sterrato o sanpietrini. La posizione della sella e del manubrio, oltre che la conformazione del telaio, rendono facile la guida ai biker di tutte le taglie, invitando ad una posizione eretta. Potente l’impianto frenante, a disco davanti e dietro. Le prestazioni, seppur brillanti per la categoria, non lasciano certo di stucco, ma è l’esperienza complessiva a stupire: un chilometro alla guida del Koala è un vero antidepressivo per chi guida e chi lo vede passare. Questo cinquantino, di un iconico colore blu elettrico, profonde sorrisi a tutti con il suo aspetto eccentrico, spaccato di un’epoca in cui il look non era solo una scelta estetica, ma una vera e propria dichiarazione di personalità.

Oggi Il Koala è un’alternativa alle moderne due ruote da ipermercato, addobbate con carene in cui il chiasso di colori nasconde il più delle volte un design omologato, per questo carente di inventiva e coraggio. Il Koala accompagna in ufficio, a fare un giretto la domenica o può semplicemente arricchire la collezione di un appassionato delle due ruote.  Può persino diventare elemento d’arredo: basta dedicargli un angolo in casa o in ufficio, esattamente come fosse un quadro o una qualsiasi opera d’arte.

A me gli occhi –  Il Koala Fantic di Passione Classica

Acquistato da un collezionista di cinquantini da corsa, questo Fantic Koala era una mosca bianca tra i colori più tenui di moto con 60 anni di storia alle spalle. Appena portato a casa, è iniziato subito il restauro, che ha richiesto una cura particolare. Tanto per cominciare è stato rimosso il Polini 100cc che lo equipaggiava; al suo posto ho trovato il motore specifico per il modello, nuovo ed originale, assieme alla pompa dell’Orto 12010.  Il serbatoio è stato sabbiato ed aggiunto un nuovo miscelatore. È stata poi la volta della verniciatura di tutte le carene e del conseguente rifacimento di tutte le scritte identificative/stickers, realizzate in modo professionale, rispettando i colori e la qualità dell’epoca (giallo, grigio, bianco perlato, effetto catarifrangente). Per non tralasciare nulla, ho anche acquistato una coppia di pneumatici extra nuovi, oltre a quelli usati presenti sulla moto. Il libretto originale è stato accuratamente conservato, mentre ho provveduto alla nuova immatricolazione con targa e libretto. Questo cinquantino non viene utilizzato su strada, ma su area privata, ogni 15gg, per mantenere le parti meccaniche in perfetta efficienza. Compreso anche un telo personalizzato realizzato su misura.

Un restauro che recupera la bellezza di un oggetto evocativo, che richiama ad un indimenticabile decennio e all’energia delle sue estati.

…un colpo al cavalletto e via, verso la spiaggia…

Prezzo

€ 5.000,00

Che anni! - L’accompagnamento

1987. Al cinema “L’ultimo Imperatore” di Bertolucci, “Full Metal Jacket”, “Dirty dancing” o lo spensierato ”Rimini Rimini”. Alla TV invece “Professione vacanze”, una miniserie da 6 episodi (poi diventata cult) con Gerry Calà, Gegia, Sabrina Salerno, Isabella Ferrari, Teo Teocoli, Mara Venier…

Nel mondo della musica invece, pochi giorni (esattamente 12) prima della registrazione di questo cinquantino all’ufficio del Ministero dei Trasporti di Como, viene pubblicato un successo made in Italy di  incredibile portata, che ancora oggi raccoglie risultati commerciali incredibili.

Il 29 maggio 1987 nasce “Boys (Summertime Love)” di Sabrina Salerno, che spopola in Italia e all’estero (addirittura terza in UK!), consacrando la cantante ad icona pop. “Boys” è un inno all’estate e alla spensieratezza: ecco il famoso videoclip, all’epoca oggetto di scandalo (e censura in Gran Bretagna), girato all’hotel Florida di Jesolo.

POV

È facile comprendere perché non vi siano video del Koala 50 giunti sino a noi dagli ’80…tuttavia, di tutto (o quasi) il materiale presente sul web, una prova divertente è quella dello youtuber Michael Spampinato, che vi invito a seguire nel suo canale.

Le auto del mio garage

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