TVR SAGARIS

Drive or die

ANNO: 2005

Il nome è quello di un’antica spada famosa per la sua affilata lama, capace di penetrare l’armatura del nemico. Un battesimo in grado di spiegare da solo il carattere di quest’auto, i suoi contenuti, i suoi intenti. Veloce, spietata, eccessiva; per me tra le auto più belle mai prodotte. Pensate stia esagerando? In questa pagina non c’è spazio per la moderazione.

La TVR è l’ennesimo esempio british di una grande passione per le auto, un amore talvolta così smodato da non considerare (consapevolmente o meno) le regole di mercato. Ma, è risaputo: la storia ci consegna straordinari capolavori proprio quando tali regole vengono messe in discussione. Nata nel 1947 a Blackpool, è stata un’azienda tra le tante in terra anglosassone a produrre auto in modo artigianale, con uno sguardo sempre teso al mondo delle corse. A Trevor Wilkinson, fondatore e capo fino al 1962, successero nel corso degli anni altri personaggi importanti quali ad esempio Martin Lilley e Peter Wheeler. Quest’ultimo, ardito visionario in grado di dar vita ad alcune delle auto più significative della storia TVR (Cerbera, Griffith, Tuscan, ecc..), svelò a fine 2003 il progetto Sagaris, che venne presentato sotto forma di prototipo al salone di Birmingham, proprio qualche mese prima che Wheeler cedesse il controllo dell’azienda. L’auto nacque da un esperimento dettato da esigenze agonistiche; la necessità era infatti quella di portare l’elegantissima T350 (già a listino) a gareggiare in alcune categorie dei campionati GT-endurance britannici: per questo motivo la Sagaris altro non è che una vettura da competizione con la targa. Il disegno fu affidato a Graham Browne il quale esaltò il concetto di stile già visto nei precedenti modelli, dando vita ad una carrozzeria quantomeno bizzarra, specie se prendiamo come riferimento gli stilemi delle sportive dei primi anni 2000. In barba alla pulizia delle linee infatti, la Sagaris sembrava esibire i suoi numerosi “orpelli” aerodinamici con ostentata supponenza; lo splitter anteriore, le “branchie” sopra i parafanghi, lo spoiler posteriore in plexiglass: tutto rimase invariato nella produzione di serie.

Con l’arrivo del 2004 Peter Wheeler concluse la cessione dell’azienda a favore del giovane milionario russo Nikolai Smolenski, il quale diede seguito alla realizzazione di questa sportiva che, ad oggi, rappresenta il canto del cigno della produzione TVR, o almeno di quella made in Blackpool. Mr. Smolenski cercò di migliorare il prodotto, per garantire ai clienti un incremento qualitativo anche dal punto di vista dei dettagli e delle finiture. La Sagaris venne prodotta in un numero limitatissimo di esemplari, circa 200, equipaggiata con un solo motore aspirato 6 cilindri in linea da 4 litri, in grado di sviluppare poco più di 400cv (406 dichiarati) su un corpo vettura di circa 1070kg. Lo “Speed Six”, propulsore progettato e realizzato dalla stessa TVR, completava il quadro di un’azienda del tutto artigianale, che produceva le proprie automobili in maniera totalmente indipendente. Come accaduto in passato per gli altri modelli che montavano questa unità termica, i problemi meccanici furono diversi poiché lo Speed Six, pensato come motore da gara e con delle potenze specifiche davvero elevate (100cv/litro ad inizio anni 2000),  necessitava di manutenzioni regolari ed un attento utilizzo da parte del proprietario. Per questo ed altri motivi le potenze reali dei motori su diverse auto potevano variare, spesso proprio per garantire una maggiore affidabilità al cliente. Una rete capillare di officine TVR in Gran Bretagna, formata da veri specialisti dello Speed Six, eseguiva degli upgrade di potenza cuciti sulle esigenze della clientela, partendo da semplici modifiche elettroniche, aumenti di cilindrata, sino ad arrivare a veri e propri trapianti con unità di altre case automobilistiche. Questo avvenne anche dopo il 2006, anno in cui lo stabilimento di Blackpool chiuse i battenti, lasciando a casa centinaia di operai ed una storia fatta di genio, follia ed una forte identità che tiene uniti ancora oggi appassionati in tutto il mondo. Leggerezza, potenza, nessun ausilio elettronico ed un’estetica capace di mettere in discussione ogni tendenza stilistica partendo sempre da un foglio bianco. Sagaris è l’ultima nata di questo corso e, anche se probabilmente verrà riavviata la produzione di nuove TVR nei prossimi anni (oggi alla guida troviamo l’imprenditore Les Edgar), è facile pensare come ciò accadrà con altre logiche, ben distanti da quelle che animavano gli uomini di Blackpool. Qualche esemplare di questa affilatissima arma arrivò anche in Italia, con un listino ragionevole, che sfiorava i 110.000,000 Euro. Tuttavia, appassionati a parte, il nostro mercato non era in grado di cogliere con entusiasmo queste strane outsider d’oltremanica, attirato com’era da una nuova generazione di sportive comandate dall’elettronica (airbag, controlli elettronici, cambi F1…); senza considerare che TVR era un marchio sconosciuto ai più e raggiunse una buona fama nel nostro paese grazie alla trasmissione televisiva inglese “Top Gear”, al web e ai videogames. Ma il magnetismo di questa coupé conquistò molti fan ed oggi la Sagaris è divenuta un pezzo da collezione, testimone di una filosofia automobilistica quasi del tutto scomparsa.

  • CARROZZERIA: Coupé
  • POSTI: 2
  • LUNGHEZZA: 405,7 cm
  • LARGHEZZA: 185 cm
  • ALTEZZA: 117,5 cm
  • PESO: 1078 Kg
  • MOTORE: TVR Speed Six
  • CILINDRATA: 3996cc
  • POTENZA: 380cv circa
  • ALIMENTAZIONE: Benzina
  • TRAZIONE: Posteriore
  • CAMBIO: Manuale
  • VELOCITÀ: Oltre 300 km/h
€ 95.000,00

Alla guida – affilata

Difficile incrociare per strada una Sagaris, in italia poi è cosa quasi impossibile. La sensazione dal vivo è disturbante, specie se la si vede nel traffico, o parcheggiata in mezzo ad altre auto. Il corpo vettura è compatto, ma in poco più di quattro metri è in grado di generare grande dinamismo, con l’abitacolo spostato verso il posteriore,  il muso arrabbiato che scivola in avanti e si appoggia al generoso splitter o l’elegante montante posteriore che, sottile, finisce sulla linea di cintura. Selvaggia e raffinata al tempo stesso, la “Sag” è un’esplosione di dettagli non convenzionali; oltre alle già citate branchie spiccano i flap regolabili sul cofano anteriore, la singola gobba sul tetto  posizionata sopra il posto guida (per contenere meglio il casco del pilota) e i due scarichi laterali appena dietro le ruote posteriori che, con le caratteristiche luci ad “L”, chiudono una coda uguale a nessun’altra. Calandosi nell’abitacolo si viene accolti da un ambiente sofisticato ed elegante, anche se i dettagli “racing” non mancano di certo, vedi la pedaliera in alluminio, il roll bar rivestito in pelle o le meravigliose cerniere forate del portellone, uguali ai supporti dello spoiler.

Guidare una Sagaris è un rito. Decidere di fare un giro con quest’auto presuppone una serie di accortezze non proprie delle sportive da aperitivo “ready-to-go”. Lo Speed Six è un motore da gara che va portato a temperatura con la dovuta calma; fino a quel momento è infatti consigliabile non superare, almeno inizialmente, i 2000 giri/min, per poi allungare progressivamente; solo seguendo questo ed altri piccoli accorgimenti la coupé inglese saprà darvi il meglio di sè regalandovi intense emozioni. Alla guida la Sagaris è stata definita come la migliore TVR di sempre da molte testate giornalistiche. Non sono in grado di dare un giudizio così definitivo ma la sensazione dietro al volante rende quest’auto simile ad una Exige (rispettando le evidenti diversità progettuali), tanto è appagante nell’erogazione, precisa ed affilata nel misto. Difficile metterla in difficoltà, ma nel caso esageriate con il piede destro è bene sappiate che nulla vi aiuterà, perchè dalle parti di Blackpool si badava all’essenziale, rispondendo con tono deciso ai detrattori: “Volete l’airbag? Non andate a sbattere”…

Niente abs, zero controlli: solo voi e la strada.

“Matching colours” e “Matching numbers” – La TVR Sagaris di Passione Classica

Una ricerca durata 15 anni. Nata per il mercato francese ed acquistata presso un collezionista belga amante del marchio, questa Sagaris è arrivata in Italia dopo un tagliando completo eseguito presso un’officina specializzata. Il libretto d’uso e manutenzione contiene la registrazione degli interventi, aspetto che in una TVR ha grande importanza in fase d’acquisto. Personalmente, in questi anni di ricerca in Europa (possiedo anche una Tuscan) non ho mai considerato auto di questa caratura senza uno storico sui tagliandi in officina, nemmeno a prezzi molto allettanti. Ho atteso qualche mese per ottenere il certificato di origine, che prova la corrispondenza dell’abbinamento motore-telaio (numeri corrispondenti!) e del colore (“Fly Yellow”); inoltre, la lunga trafila per ottenere le targhe in Italia è stata completata e la Sag è ora pronta per essere utilizzata. Un meraviglioso oggetto che incrementerà il proprio valore in futuro per rarità, esclusività, brand heritage.

Alla guida – affilata

Difficile incrociare per strada una Sagaris, in italia poi è cosa quasi impossibile. La sensazione dal vivo è disturbante, specie se la si vede nel traffico, o parcheggiata in mezzo ad altre auto. Il corpo vettura è compatto, ma in poco più di quattro metri è in grado di generare grande dinamismo, con l’abitacolo spostato verso il posteriore,  il muso arrabbiato che scivola in avanti e si appoggia al generoso splitter o l’elegante montante posteriore che, sottile, finisce sulla linea di cintura. Selvaggia e raffinata al tempo stesso, la “Sag” è un’esplosione di dettagli non convenzionali; oltre alle già citate branchie spiccano i flap regolabili sul cofano anteriore, la singola gobba sul tetto  posizionata sopra il posto guida (per contenere meglio il casco del pilota) e i due scarichi laterali appena dietro le ruote posteriori che, con le caratteristiche luci ad “L”, chiudono una coda uguale a nessun’altra. Calandosi nell’abitacolo si viene accolti da un ambiente sofisticato ed elegante, anche se i dettagli “racing” non mancano di certo, vedi la pedaliera in alluminio, il roll bar rivestito in pelle o le meravigliose cerniere forate del portellone, uguali ai supporti dello spoiler.

Guidare una Sagaris è un rito. Decidere di fare un giro con quest’auto presuppone una serie di accortezze non proprie delle sportive da aperitivo “ready-to-go”. Lo Speed Six è un motore da gara che va portato a temperatura con la dovuta calma; fino a quel momento è infatti consigliabile non superare, almeno inizialmente, i 2000 giri/min, per poi allungare progressivamente; solo seguendo questo ed altri piccoli accorgimenti la coupè inglese saprà darvi il meglio di sè, regalandovi intense emozioni. Alla guida la Sagaris è stata definita come la migliore TVR di sempre da molte testate giornalistiche. Non sono in grado di dare un giudizio così definitivo ma la sensazione dietro al volante rende quest’auto simile ad una Exige (rispettando le evidenti diversità progettuali), tanto è appagante nell’erogazione, precisa ed affilata nel misto. Difficile metterla in difficoltà, ma nel caso esageriate con il piede destro è bene sappiate che nulla vi aiuterà, perchè dalle parti di Blackpool si badava all’essenziale, rispondendo con tono deciso ai detrattori: “Volete l’airbag? Non andate a sbattere”…

Niente abs, zero controlli: solo voi e la strada.

“Matching colours” e “Matching numbers” – La TVR Sagaris di Passione Classica

Una ricerca durata 15 anni. Nata per il mercato francese ed acquistata presso un collezionista belga amante del marchio, questa Sagaris è arrivata in Italia dopo un tagliando completo eseguito presso un’officina specializzata. Il libretto d’uso e manutenzione contiene la registrazione degli interventi, aspetto che in una TVR ha grande importanza in fase d’acquisto. Personalmente, in questi anni di ricerca in Europa (possiedo anche una Tuscan) non ho mai considerato auto di questa caratura senza uno storico sui tagliandi in officina, nemmeno a prezzi molto allettanti. Ho atteso qualche mese per ottenere il certificato di origine, che prova la corrispondenza dell’abbinamento motore-telaio (numeri corrispondenti!) e del colore (“Fly Yellow”); inoltre, la lunga trafila per ottenere le targhe in Italia è stata completata e la Sag è ora pronta per essere utilizzata. Un meraviglioso oggetto che incrementerà il proprio valore in futuro per rarità, esclusività, brand heritage.

Selvaggia e raffinata al tempo stesso, la Sagaris è un’esplosione di dettagli non convenzionali.

Preziosa - L’accompagnamento

Nel 2005 il gruppo Pop-Elettronico più famoso della storia ritornò con un singolo tra i più apprezzati del genere: “Precious”. La band inglese dei Depeche Mode, la cui arte ha attraversato 4 decenni, ben si abbina alle peculiarità della TVR Sagaris. Un suono inconfondibile al di sopra delle mode e fedele, ogni volta in modo diverso, al proprio stile musicale.

...Parola di Jeremy

È questo uno dei programmi che più ha fatto conoscere TVR al grande pubblico, donando al brand un’aura esotica che prima di allora non aveva mai avuto, forse nemmeno nel Regno Unito. La prova della Sagaris, condotta da Jeremy Clarkson, resta una pietra miliare della celeberrima trasmissione inglese.

Le auto del mio garage

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