MASERATI BITURBO S (II)

Dalla parte degli Yuppies

ANNO: 1986

Le serate mondane dei night, la brillantina nei capelli e l’orologio sul polsino. La Maserati Biturbo S è stata una delle auto più gettonate tra i figli di papà, i rampanti giovani di successo: gli Yuppies. Carrozzeria compatta e spigolosa, marchio seducente ed un rombo da urlo. La Biturbo S, più precisamente la “S-II”, l’ultima a carburatori, è l’evoluzione più interessante di una storia lunga 15 anni, che affonda le proprie radici nei mitici anni ’80.

Cenni storici

Una nuova era

Quando, nel 1981, venne presentata Biturbo, per il marchio iniziò una nuova era. Del resto per l’istrionico Alejandro De Tomaso l’obiettivo era chiaro: proporre un prodotto di livello ad un costo contenuto, che aumentasse i volumi di vendita di Maserati, ceduta poco prima da Citroën in condizioni economiche a dir poco pietose. L’argentino quindi puntò sulla formula del “lusso accessibile”, che avrebbe in poco tempo dato respiro alle casse. Per portare a compimento tale missione occorreva un’auto dalla linea moderna ma non estrema, utilizzabile quotidianamente; il designer Pierangelo Andreani sviluppò con grande maestria, sullo stile della Quattroporte di Giugiaro del 1979, una coupé compatta e spigolosa, dalle linee tese che formavano un corpo vettura sportivo, leggermente proteso in avanti. Meccanicamente la Biturbo contava su un propulsore V6 di 90° (2.0 o 2.5) sovralimentato da doppia turbina, quest’ultima vera e propria novità. Prezzo impossibile, tanto era vantaggioso: infatti, dopo il lancio a circa 17 milioni di Lire, nel giro di un mese il listino lievitò del 25% ed alcuni optional vennero resi obbligatori, generando un diffuso malcontento per via dell’approccio commerciale della rete vendita, decisamente poco chiaro. A tale problematica si aggiunsero non poche noie meccaniche, derivate da una scarsa qualità in fase di assemblaggio, quest’ultimo poco curato per via dei volumi di produzione, in costante crescita anche all’estero, dove la coupé Maserati veniva commercializzata con cilindrata da 2 litri e mezzo. Nel 1983 vennero risolte le problematiche della prima produzione grazie all’introduzione di aggiornamenti fondamentali come, ad esempio, il Maserati Automatic Boost Control che permetteva di regolare al meglio la pressione delle turbine. Proprio quell’anno Maserati decise di lanciare la Biturbo S.

Più sportiva della Biturbo standard, la S si riconosceva per la vernice bicolore (rosso-grigio e grigio-grigio gli abbinamenti disponibili), le prese d’aria “Naca” sul cofano, la mascherina a nido d’ape e le modanature brunite; bellissimi anche gli esclusivi cerchi bicolore, mentre gli interni in tessuto erano firmati da Missoni. Meccanicamente l’adozione dell’intercooler migliorò sensibilmente l’affidabilità, mentre un assetto più rigido garantì una maggiore stabilità. Due anni più tardi la “S” venne aggiornata e nacque così il modello protagonista di questa pagina: la “S-II”. Importante l’upgrade tecnico, che prevedeva le turbine raffreddate a liquido, il differenziale “Sensitork” ed i cilindri in Nigusil; 5 i cv in più rispetto alla “S-I” (25 in più del modello standard) per un totale di 210! Straordinaria l’eleganza degli interni di serie: Pelle “Terra di Siena” ed Alcantara “Camel”. Il prezzo per l’ultima Biturbo a carburatori (nel 1986 venne introdotta l’iniezione) fu fissato a circa 31 milioni di Lire, comunque un ottimo posizionamento rispetto alla concorrenza ed allineato, ad esempio, a BMW 325i o Thema Turbo. Di questa S-II furono prodotti circa 500 esemplari.

 

 

Scheda tecnica

  • CARROZZERIA: Coupé
  • POSTI: 2
  • LUNGHEZZA: 415,3 cm
  • LARGHEZZA: 171,4 cm
  • ALTEZZA: 130 cm
  • PESO: 1086 kg
  • MOTORE: Maserati V6 Bi-turbo intercooler
  • CILINDRATA: 1995 cc
  • POTENZA: 215 cv circa
  • ALIMENTAZIONE: Benzina
  • TRAZIONE: Posteriore
  • CAMBIO: Manuale
  • VELOCITÀ: 221 km/h

Alla guida – doppio godimento

V6 e doppio turbo: in fondo è tutto lì. Il suono del motore è quanto di più coinvolgente si possa sentire anche se si considerano vetture più sportive: è un vero marchio di fabbrica Maserati. Il piacere non nasce dalla velocità, che pure c’è (oltre 220 km/h), ma dalla voce di questo propulsore che, a dispetto di chiacchiere spesso infondate, è affidabile, specie con le opportune modifiche a cui la “S” è stata sottoposta. 210 cv per 1100 kg sono un buon compromesso tra peso e potenza ed il telaio, supportato dall’assetto sportivo, si conferma ben progettato; per questo il misto, veloce o stretto, non rappresenta un problema anche ad andature elevate. È tuttavia consigliabile tenere il piede leggero sui fondi a bassa aderenza, causa una marcata attitudine a perdere il retrotreno; del resto la reputazione di auto “nervosa” è forse uno dei motivi per cui ancora oggi la Biturbo risulta affascinante; gli altri aspetti sono il prestigio del marchio ed un piacere di guida che lascia spazio al comfort. La Biturbo S è infatti una storica sportiva che può essere utilizzata anche con amici o familiari, per un raduno o una gita; il suo abitacolo accoglie gli occupanti in poltrone soffici e confortevoli ed è l’ideale per chi cerca una storica con ottime prestazioni senza doversi rinchiudere all’interno di una coupé troppo piccola, magari 2 posti.

 La Maserati Biturbo S di Passione Classica

Partiamo subito da un presupposto: le Maserati Biturbo in circolazione sono molte e le richieste economiche a volte sono davvero incoraggianti. Se pensate di fare l’affare comprando vetture perfette con pochi soldi state sbagliando, almeno nel 90% dei casi. Riparare una Maserati costa e costa caro. Chi la possiede lo sa e tra questi, chi ha un’auto in ordine ed ha speso parecchio denaro per manutenerla correttamente, difficilmente ve la cederà a prezzi da saldo. Il problema principale di questo modello (comune a molte altre storiche) è che spesso nella fase discendente, quando cioè le quotazioni hanno toccato il minimo ed il modello non era richiesto, è passato in mani poco attente, quelle di chi non voleva (o non poteva) seguire un programma di manutenzione corretto e trattava la propria Biturbo senza attenzione, mancando di scaldare adeguatamente il motore prima di un uso intenso o saltando addirittura i cambi d’olio… È facile capire come con questi presupposti, quarant’anni dopo, quando il modello torna a godere dell’interesse del pubblico, può accadere di trovarsi a gestire riparazioni molto onerose. Lo dico perché su quest’auto sono stati spesi più di 9.500 Euro (fatture alla mano), nonostante il precedente proprietario fosse un appassionato cliente Maserati. È infatti proprio questo l’aspetto che crea la differenza tra le varie offerte: la prova dei lavori eseguiti, utile per capire se la vettura sia un buon esemplare o se nasconda spese impreviste. Questa Biturbo S-II, come tutte le auto del garage, è stata seguita passo-passo fino alla sua “rinascita”.

Venduta dalla concessionaria Maserati di Torino nel 1986, è provvista del libretto di uso e manutenzione originale, delle doppie chiavi e di tessera ASI.

 

Alla guida – doppio godimento

V6 e doppio turbo: in fondo è tutto lì. Il suono del motore è quanto di più coinvolgente si possa sentire anche se si considerano vetture più sportive: è un vero marchio di fabbrica Maserati. Il piacere non nasce dalla velocità, che pure c’è (oltre 220 km/h), ma dalla voce di questo propulsore che, a dispetto di chiacchiere spesso infondate, è affidabile, specie con le opportune modifiche a cui la “S” è stata sottoposta. 210 cv per 1100 kg sono un buon compromesso tra peso e potenza ed il telaio, supportato dall’assetto sportivo, si conferma ben progettato; per questo il misto, veloce o stretto, non rappresenta un problema anche ad andature elevate. È tuttavia consigliabile tenere il piede leggero sui fondi a bassa aderenza, causa una marcata attitudine a perdere il retrotreno; del resto la reputazione di auto “nervosa” è forse uno dei motivi per cui ancora oggi la Biturbo risulta affascinante; gli altri aspetti sono il prestigio del marchio ed un piacere di guida che lascia spazio al comfort. La Biturbo S è infatti una storica sportiva che può essere utilizzata anche con amici o familiari, per un raduno o una gita; il suo abitacolo accoglie gli occupanti in poltrone soffici e confortevoli ed è l’ideale per chi cerca una storica con ottime prestazioni senza doversi rinchiudere all’interno di una coupé troppo piccola, magari 2 posti.

 La Maserati Biturbo S di Passione Classica

Partiamo subito da un presupposto: le Maserati Biturbo in circolazione sono molte e le richieste economiche a volte sono davvero incoraggianti. Se pensate di fare l’affare comprando vetture perfette con pochi soldi state sbagliando, almeno nel 90% dei casi. Riparare una Maserati costa e costa caro. Chi la possiede lo sa e tra questi, chi ha un’auto in ordine ed ha speso parecchio denaro per manutenerla correttamente, difficilmente ve la cederà a prezzi da saldo. Il problema principale di questo modello (comune a molte altre storiche) è che spesso nella fase discendente, quando cioè le quotazioni hanno toccato il minimo ed il modello non era richiesto, è passato in mani poco attente, quelle di chi non voleva (o non poteva) seguire un programma di manutenzione corretto e trattava la propria Biturbo senza attenzione, mancando di scaldare adeguatamente il motore prima di un uso intenso o saltando addirittura i cambi d’olio… È facile capire come con questi presupposti, quarant’anni dopo, quando il modello torna a godere dell’interesse del pubblico, può accadere di trovarsi a gestire riparazioni molto onerose. Lo dico perché su quest’auto sono stati spesi più di 9.500 Euro (fatture alla mano), nonostante il precedente proprietario fosse un appassionato cliente Maserati. È infatti proprio questo l’aspetto che crea la differenza tra le varie offerte: la prova dei lavori eseguiti, utile per capire se la vettura sia un buon esemplare o se nasconda spese impreviste. Questa Biturbo S-II, come tutte le auto del garage, è stata seguita passo-passo fino alla sua “rinascita”.

Venduta dalla concessionaria Maserati di Torino nel 1986, è provvista del libretto di uso e manutenzione originale, delle doppie chiavi e di tessera ASI.

Di questa S-II furono prodotti circa 500 esemplari.

Prezzo

€ 29.500,00

Deejay Television- L’accompagnamento

Come accennato, la Maserati Biturbo S è un’auto che si sposa alla perfezione con il concetto di Yuppies e, più in generale, di anni ’80. Ci troviamo nel bel mezzo di un decennio di grande fervore artistico: le hits da “Italo Disco” vengono prodotte a ritmi elevatissimi ed il pubblico, dal canto suo, è affamato di novità ed assorbe suoni, mode e tendenze alla velocità della luce. Il Re Mida della musica italiana si chiama Claudio Cecchetto; DJ, produttore, cantante, presentatore e grande talent scout, scopre tra gli altri un gruppo marchigiano, i Via Verdi, lanciandolo nella storia del Pop con una canzone che vale una carriera. “Diamond”, questo il titolo del brano, viene pubblicato a fine ’85 ma raggiunge il primo posto in classifica nel 1986 diventando la sigla di Deejay Television. Qui un’esibizione ad Azzurro ’86; si può chiaramente vedere come il playback venga seguito con grande approssimazione dagli artisti (cori, strumenti…): nulla di sbagliato però, siamo solo negli anni ’80!

“La fortuna lo sai…”

Perché una Maserati Biturbo? Ognuno ha le proprie ragioni per scegliere un’auto d’epoca: spesso la decisione arriva da molto lontano. Quindi, se volete vedere un filmato attinente all’argomento trattato, eccovi il link che vi porterà ad un “Perché Comprarla-Classic” di qualche anno fa, condotto del bravissimo Andrea Farina, che presenta la Maserati Biturbo (si tratta il modello in generale, senza il doveroso distinguo per la versione “S”)

https://www.youtube.com/watch?v=1u2m3qTKyaA

Se invece avete poco tempo e volete vedere 30 secondi di anni ’80, eccovi Franca Valeri e Milena Vukotic: era il 1984.

Le auto del mio garage

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